EXPO 2015, COSA VEDERE SE SIETE APPASSIONATI DI AUTO

EXPO 2015, COSA VEDERE SE SIETE APPASSIONATI DI AUTO

L’edizione 2015 di Expo sta per chiudere e rimangono solo pochi giorni per visitare l’esposizione, che, come forse pochi sanno, ha offerto anche una certa visibilità al mondo dell’automotive.

Visitando il padiglione del Brasile si può, infatti, ammirare da vicino la 500e, la versione elettrica della 500 già commercializzata negli Stati Uniti.

Lungo il Decumano, la via principale dell’area espositiva, si può vedere invece la 500 Arcimbolda ispirata al quadro “Estate” del noto pittore Arcimboldo, completamente ricoperta di verdura e frutta in omaggio al tema centrale dell’Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Una 500e è esposta anche all’ingresso insieme ad una 500L Living, allestite appositamente per Expo Milano. Sempre sul Decumano, è possibile sedersi su insolite panchine brandizzate Fiat 500.

Gli arredi sono tinti con una speciale vernice che purifica l’aria più di una superficie alberata delle stesse dimensioni. Chi ama il brand del Biscione trova esposta all’Expo di Milano l’Alfa Romeo SE048SP, un prototipo da competizione che però non ha mai corso perché doveva prendere parte al Campionato del Mondo Sport Prototipi che venne chiuso nel 1992.

COSA TENERE IN AUTO PER EMERGENZA E PER L’ASSICURAZIONE: GLI ACCESSORI E I DOCUMENTI DA PORTARE SEMPRE

COSA TENERE IN AUTO PER EMERGENZA E PER L’ASSICURAZIONE: GLI ACCESSORI E I DOCUMENTI DA PORTARE SEMPRE

Può essere molto utile ricordare cosa è obbligatorio tenere in auto, perché imposto dalla legge.

Innanzitutto i documenti. La patente, non scaduta. E’ poi obbligatorio tenere in auto la carta di circolazione, il contrassegno di assicurazione esposto in modo visibile, il certificato di assicurazione. Chi non porta con sè questi documenti può incorrere in una sanzione da 41 a 168 euro o, per la sola mancata esposizione del contrassegno di assicurazione, da 25 a 99 euro.

Triangolo. In gergo burocratico viene definito “segnale mobile di pericolo“. L’obbligo di averlo sempre in auto è stabilito dall’articolo 162, comma 1, lettera b) del Codice della strada. Il triangolo deve sempre essere omologato.

Giubbotto riflettente. Cioè quella specie d’indumento che s’indossa come fosse un giubbotto ed è fabbricato e colorato con materiali che riflettono molto la luce. Lo scopo è agevolare l’individuazione delle persone in strada (noi stessi) da parte dei veicoli in arrivo, in caso dobbiamo scendere dall’auto per incidente, guasto o altra emergenza. Anche il giubbotto non può essere fabbricato a caso. Deve essere omologato.

Nei mesi invernali su alcune strade è obbligatorio avere a bordo catene da neve oppure montare gomme invernali idonee alla marcia su neve o ghiaccio: si tratta delle gomme che riportano sul fianco la sigla M+S. Generalmente il periodo è dal 15 novembre al 15 aprile, ma può variare da strada a strada. In caso di violazione, si paga una multa da 84 a 335 euro.

SAPETE CHE LO START&STOP È STATO INVENTATO DA FIAT NEL 1983?

SAPETE CHE LO START&STOP È STATO INVENTATO DA FIAT NEL 1983?

Il dispositivo Start/Stop è sempre più diffuso nelle auto odierne e quasi sicuramente vi sarà già capitato di guidarne una, sperimentando quella curiosa sensazione data dallo spegnimento automatico appena arrestati al semaforo e dall’altrettanto puntuale (quasi sempre) accensione non appena si sfiora la frizione.

Ebbene, la casa automobilistica che ha inventato lo Start/Stop è la Fiat e la vettura sulla quale ha debuttato era la popolarissima Fiat Regata, ribattezzata per l’occasione “Energy Saving”.

Correva l’anno 1983, il concetto di eco-sostenibilità doveva ancora nascere e non si badava molto ai consumi, le auto bruciavano benzina con piombo e l’iniezione elettronica aveva da poco iniziato a diffondersi. In quegli anni il know-how tecnologico del Gruppo Fiat era di primissimo livello e il CRF (Centro Ricerche Fiat) era una fucina di nuove idee.

Quella dello start/stop nacque quasi per caso, quando, grazie a un dispositivo artigianale realizzato per scopi statistici, l’ingegnere Mauro Palitto (allora Direttore di Fiat Auto), conteggiò il tempo che un’auto passava ferma immobile, magari a un semaforo, ma con il motore acceso. Da qui nacque l’idea di mettere a punto un sistema in grado di spegnerlo automaticamente durante le soste.

Ad ogni modo, in realtà l’allestimento “Energy Saving” non era una novità assoluta per Fiat, visto che esistevano già la Uno e la Ritmo, le quali adottavano una serie di accorgimenti tecnici poi replicati sulla Regata ES, che però era l’unica ad avere lo Start/Stop.

GIÀ IN 20 MILA AL MUSEO ALFA ROMEO DI ARESE

GIÀ IN 20 MILA AL MUSEO ALFA ROMEO DI ARESE

Inaugurato il 24 giugno in occasione dell’anteprima mondiale della nuova Giulia, “La macchina del tempo – Museo storico Alfa Romeo” dal 30 giugno a metà settembre, è stata visitato da più di 20 mila visitatori, con una media di circa 350 persone al giorno.

Il Museo ospita i pezzi più significativi della collezione storica Alfa Romeo, costituita a partire dalla prima metà degli anni ’60. Inaugurato nel 1976 e visitabile solo su prenotazione, in seguito alla dismissione del sito produttivo e alla conseguente perdita della funzione direzionale del Centro, il museo è stato chiuso nel 2009.

Nel quadro del piano di rilancio globale di Alfa Romeo, il Museo di Arese – luogo simbolo della storia aziendale – è stato scelto come fulcro della rinascita del marchio.
Il progetto architettonico ridisegna la funzionalità del complesso direzionale mentre l’allestimento museale sottolinea i tratti identitari che appartengono al DNA Alfa Romeo.

Lungo il percorso sono esposti i 69 modelli che maggiormente hanno segnato non solo l’evoluzione del marchio, ma la storia stessa dell’auto. Dalla prima vettura A.L.F.A., la 24 HP, alle leggendarie vincitrici delle Mille Miglia come la 6C 1750 Gran Sport di Tazio Nuvolari, dalle 8C carrozzate Touring alla Gran Premio 159 “Alfetta 159” campione del Mondo di Formula 1 con Juan Manuel Fangio; dalla Giulietta, vettura iconica degli anni ´50, alla 33 TT 12.

L’essenza del marchio è condensata in tre principi: la Timeline, che rappresenta la continuità industriale; la Bellezza, che unisce stile e design; la Velocità, sintesi di tecnologia e leggerezza. A ogni principio corrisponde un piano del Museo.

PRA: DAL 2016 CI SARÀ IL DOCUMENTO UNICO DI CIRCOLAZIONE

PRA: DAL 2016 CI SARÀ IL DOCUMENTO UNICO DI CIRCOLAZIONE

Il 2016 sarà un anno di svolta per la pubblica amministrazione che sarà riformata a seguito del disegno di legge 3098 approvato dal parlamento lo scorso agosto.

L’indicazione del disegno di legge parla chiaro: dal 1 gennaio 2016 avverrà il “Trasferimento delle funzioni finora svolte dagli uffici del Pra al Ministero dei Trasporti”. Tecnicamente, il Pubblico Registro Automobilistico, nella forma che tutti conosciamo, non esisterà più: la sua figura sarà “inglobata” dal Ministero delle Infrastrutture.

Questa riforma avrà anche effetto sugli automobilisti. Il certificato di proprietà nella forma conosciuta da tutti non esisterà più; sarà sostituito da un documento unico di circolazione, che comprenderà anche la carta di circolazione. Il rilascio di questo documento costerà, all’utente, 29 euro: una cifra decisamente più bassa rispetto ai costi attuali di iscrizione al Pra e all’archivio della Motorizzazione.

Contestualmente, una nuova figura entrerà in funzione, ovvero l’Agenzia per il Trasporto Stradale, che riferirà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: sarà alla nuova Agenzia che dal 1 luglio 2016 saranno trasferite tutte le competenze dell’attuale Pra relativamente agli atti di prima iscrizione e rinnovo di un veicolo, passaggi di proprietà, radiazione per demolizione o esportazione all’estero e riscossione dell’Ipt. Inoltre, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti trasferirà alla nuova Agenzia per il Trasporto Stradale le competenze relative alle omologazioni, all’idoneità di un veicolo alla circolazione, alla sicurezza stradale, ai provvedimenti in materia di patenti di guida (rilascio, aggiornamento, revisione, duplicazione).

MULTE: IL CARTELLO D’AVVISO VA POSIZIONATO NELLE DUE CORSIE

MULTE: IL CARTELLO D’AVVISO VA POSIZIONATO NELLE DUE CORSIE

Il Tribunale di Trento ha recentemente dato ragione, con una sentenza, ad un automobilista sanzionato per eccesso di velocità, ponendo così obblighi più chiari e precisi per la segnaletica relativa agli autovelox.

L’uomo, che viaggiava a 60 km orari oltre il limite di velocità consentito, si è visto sospendere la patente, togliere 10 punti e notificare una multa da 882 euro.
L’automobilista ha presentato ricorso al Giudice di Pace e si è visto confermare la sanzione. Non dandosi per vinto si è rivolto allora al Tribunale del capoluogo trentino, che ha ribaltato la precedente sentenza.

Il giudice ha interpretato il comma 6 bis introdotto dall’articolo 142 Cds dall’articolo 3 del decreto legge 117/07, secondo cui le postazioni del rilevamento elettronico della velocità devono essere preventivamente segnalate agli automobilisti.

I segnali che indicano la presenza di un telelaser devono essere posizionati lungo entrambi i lati della strada e devono essere visibili anche da chi sta transitando nella corsia opposta e da chi sta effettuando un sorpasso.

Solo così l’automobilista indisciplinato potrà essere punito per la sua infrazione.