LA BESTIA DI TORINO TORNA IN PISTA DOPO 100 ANNI

LA BESTIA DI TORINO TORNA IN PISTA DOPO 100 ANNI

LA BESTIA DI TORINO TORNA IN PISTA DOPO 100 ANNI

Dopo 100 anni di inattività e un lungo restauro la Fiat S76, la Belva di Torino, è pronta a tornare in pista. Questa è la storia di una delle auto più straordinarie della storia. Una di quelle che avrebbe meritato un film.

1911: l’Italia è unita da soli 50 anni e al governo (per la quarta volta) c’è Giovanni Giolitti che sta per imbarcare il Paese nell’avventura coloniale in Libia. Sono anni di sconfinata fiducia nel progresso, nelle scienze, nella tecnica e battere i record, in terra, cielo e mare, è la moda del momento.

Fiat decide di regalare al Regno d’Italia il primato di velocità terrestre e per farlo viene progettata la S76 (dal nome del motore), poi divenuta famosa come Fiat 300 HP Record o semplicemente come la Bestia di Torino .

L’S76, per dimensioni, è un motore che farebbe letteralmente impallidire quello di una Bugatti Veyron: 4 cilindri in linea e una cilindrata, mostruosa, di 28.353 cc (28 mila 300 centimetri cubici) in grado di erogare ben 290 cavalli. Oggi decine di modelli sul mercato hanno motori da 300 cavalli e già quando le guidiamo proviamo un brivido nonostante tutta l’elettronica che semplifica la vita.

Nonostante l’aerodinamica fosse per l’epoca eccezionale e il peso contenuto (viste le dimensioni del motore e i materiali utilizzati), solo un folle adepto della Dea Velocità può pensare di pilotare il mostro. E magari di sopravvivere.

Ma nonostante la grande gloria fu subito un rapido oblio. Uno dei due esemplari venne smantellato per evitare che la concorrenza potesse carpire segreti, l’altro venne acquistato da un australiano. Dopo 100 anni il collezionista britannico Duncan Pittaway acquista l’auto e inizia un minuzioso restauro che dura ben dieci anni. Il prossimo 25 giugno la Bestia tornerà a correre al Goodwood Festival of Speed.

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